Sono contro

Questa storia la scrivo, anche se non sono fiero, soltanto orgoglioso …

Un amico mi disse che orgoglioso puoi essere solo, se hai fatto una cosa buona, una cosa giusta …

Fiero puoi essere anche se la cosa era sbagliata …

Ma non ho sbagliato, non questa volta …

Era una serata fra amici, solo maschi a casa di un amico. Ovviamente tutti stranieri, un turco, due croati, un russo, un arabo e incluso me due italiani.

Eravamo in sette aspettando un altro amico, dovevamo uscire, andare in discoteca. Io ero quello che guidava, non mi piace l’alcool, mi piace guidare. Gli altri stavano già bevendo, Bacardi, Jacky-Cola, Tequila …

Tutti a parlare, prendendoci in giro e suona il campanello, è arrivato Bilal, l’altro amico. Entra, ed è incazzato nero. “Che ti è successo?”, lo chiediamo. “questa brutta puttana!”, risponde …

“Chi?”, chiede un altro amico. “La mia ragazza.”, risponde Bilal, è inizia a raccontare …

Avevano litigato perché usciva con noi, però le aveva promesso di stare con lei questa sera. “Io faccio quello che voglio!”, dice Bilal … “Nessuna donna può dirmi che devo fare!”, aggiunge … Io non dico una parola … Sono seduto sul divano e fisso il pavimento … Ascolto …

Bilal racconta tutto che le ha detto … Ogni parolaccia, tutto ci racconta …

“L’ho presa per i capelli e gli ho tirato uno schiaffo, ma con la mano girata.”

E sento un freddo che mi attraversa tutto il corpo … Mi accorgo di stringere i denti un po’ troppo, mollo, devo stare calmo … Non dico nulla, guardo il pavimento … Guardo a sinistra dritto negli occhi di un altro amico, anche lui con il sguardo un po’ perso. Guardo di nuovo in basso, e Bilal che continua ancora …

“L’ho buttata a terra dicendo che quello era il suo posto!”, e uno dei miei amici che sta davanti a me ride …

Il suo posto, il suo posto, e lui ride? Qual è il vostro mi chiedo …

Mi alzo nel frammento di un secondo e do una spinta a quello che stava ridendo, “Che cazzo ridi?”, gli faccio e in quel momento Bilal cerca di spingermi, ma io non mi sono alzato per farmi spingere. So esattamente come mi devo mettere, nessuno mi sposta!

Lo prendo con la sinistra per il collo e immediatamente parte il pugno destra dritto nella sua faccia con tutta la forza … Vedo il sangue volare, sporcando il muro di rosso … Cade a terra svenuto ma non me ne frega un cazzo … “E questo è il tuo posto brutto stronzo!”, esco dalla casa e sbatto la porta …

Non lo ho mai più visto … Ancora oggi li direi una cosa … “Fortuna tua che sei svenuto quella sera, ti avrei voluto morto!” …

Sono contro!

 

Vincenzo Dei Leoni

 

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