Il sorriso inganna

Una festa, il casino della madonna. Mi allontanato un po’ dal palco perché mi serve aria, devo respirare.

Mi siedo su una banchina, di fianco a me mio cugino. Lui parlando e io in silenzio …

Sto guardando una coppia davanti a me litigando … Lui che le dice in tutti colori e lei che piange …

Non sento più la musica dal palco, sento solo loro due litigando …

La chiama puttana, troia e parole che non voglio neanche ripetere …

“Non sono cazzi tuoi!”, mi fa mio cugino …

“Ancora no.”, rispondo con un sorriso …

E lo fisso di nuovo, cerco il sguardo di quel ragazzo per farli capire, vedi che sbagli …

Ma lui niente, continua a sgridarla, trattandola di merda …

Aspetto, voglio vedere dove vuol arrivare …

E mentre lei cerca di dire qualcosa, con il viso pieno di lacrime, lui fa il sbaglio più grande …

Le tira uno schiaffo e lei cade a terra …

Adesso si, adesso è mio!

E mentre tutti le amiche di quella ragazza stanno da lei, gli amici suoi, tutti intorno a lui …

Vado dritto verso di lui ma mio cugino mi ferma …

“Non puoi, neanche un schiaffo gli puoi tirare tu!”

“Togliti!”, e con una spinta lo mando a terra …

Ecco che si gira tutto quel gruppo di quel coglione, ho la loro attenzione …

E mentre vado dritto verso di lui, un suo amico ha già capito e mi viene incontro …

“Ehi amico tranquillo, abb…”, e con un pugno il primo a terra …

Arrivano gli altri …

A chi cerca di difenderlo ne prende di più …

Ok, adesso si parte seriamente, concentrazione …

Uno corre verso di me …

Io mi fermo, metto il piede destra un po’ più dietro, respiro profondo, sento ogni mio muscolo sotto tensione …

Guardo quel coglione che corre, e prendo di mira anche il prossimo dietro di lui …

Come progettare una coreografia …

Un altro po’, un altro po’, distanza perfetta, parte il calcio …

Knockout, il secondo, coreografia taekwondo, fuck you all!

Appoggio il piede a terra, un passo in avanti mentre mi giro e parte il prossimo calcio, Knockout numero tre …

Mi giro e vedo mio cugino a terra mentre due lo prendono a calci …

Eh no …

Corro da lui, salto e carico il pugno … Fuori numero quattro, fuori numero cinque …

Intorno a noi già tutta la gente …

Quel stronzo che ha picchiato la donna, scomparso …

Prendo mio cugino, “Dobbiamo andare! Adesso!”, e ci mischiamo nella folla …

Andando verso l’uscita, lo vedo …

Sta in fila per prendersi da bere, “Torno fra due secondi!”, dico a mio cugino …

Non mi vede, gli passo davanti, e lui che mi fa da dietro, “Vedi che stiamo tutti in fila qua!” …

Sorrido …

Sorrido e mi giro …

E in quel istante, che lui ha realizzato, che ero quel tipo di prima, già sta in ginocchio,

e io da mio cugino …

Eeeh il sorriso …

Non è sempre un buon segno …

 

Vincenzo Dei Leoni

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