La ragazza del biscotto

Ok, questo è una storia per me molto personale, una che non ho mai raccontato, soltanto scritta minima cento volte, di notte, quando stavo solo, per poi bruciarla, sperando che sparisca, sperando di non vederle più, queste due ragazze … una storia che se ci penso, mi fa di nuovo piangere … perciò la scrivo … in italiano per la prima volta, scusate, il mio italiano fa pietà … inizio, non da capo, entro in mezzo … era inverno, inizio di dicembre. Era buio quando sono arrivato a Milano. Per fortuna l`albergo l´avevo prenotato la mattina, prima di partire, come al solito, tutto nel l`ultimo secondo … come pure la macchina, una di noleggio, una con la Stella, Nera, con tanti cavalli, pelle nera, Carbonio e Alluminio, profumo di nuovo, un bel giocatolo, ma non importa … il parcheggio si trovava sotto l`albergo, dovevo prendere l`ascensore per arrivare in camera, una di quelle grandi, forse troppo grande per una persona, era un appartamento … l`albergo uno di quelli con tante stelle, intanto il prezzo, non m’interessava per niente … esco la chiave con questa stella e la butto sul tavolo insieme al borsellino e la chiave della camera… Mi tolgo il vestito, Marca italiana, comprato la mattina, per fare bella figura che a nessuno importava … intanto lo butto prima di tornare a casa, non me lo porto come ricordo … mi passavano troppe cose per la testa, mi serviva una sigaretta … sul tavolo quel foglio “vietato fumare” ma a me non me ne frega … apro la finestra e mi appoggio, sento qualcuno ridere … due Donne, sul l`altra parte della strada … vestiti veramente sexy, troppo sexy per quel freddo che faceva … mi fumo la sigaretta e gli ascolto, stanno parlando, scherzando, io in silenzio che li guardo, che ascolto … mi sento un po’ strano, non dovrei ascoltare, penso … vedo che una cerca qualcosa nella sua borsa, “Che cerci?” chiede quel l`altra. “Avevo un biscotto a qualche parte, ho fame …” … “al prossimo cliente, non usare il preservativo!” risponde la amica … a me mi viene da rovesciare … loro che ridono … la ragazza che cercava il biscotto, rideva, ma non sembrava per niente vero … mi scendevano le lacrime … mi sono vestito, ho presso il borsellino e le chiavi e sono sceso con l`ascensore direttamente al parcheggio, mi sono messo in macchina, e sono partito … “Non piangere!” dicevo a me stesso mentre uscivo dal garage … ho girato subito a destra e già li vedevo … quella che aveva fatto la battuta, già mi faceva segno … mi sono fermato, ho abbassato il vetro e ho chiesto “Vi va di fare un giro, tutte due?” … mi guardavano un po’ strano … “Ok”, dice sempre quella che mi faceva segno, “allora 100,-“ mi risponde … “Ok, allora 200,- perche siete in due” dico io, … Mi fa un sorriso ed entrano tutte due … Quella che parlava si ha seduta avanti, e l`altra che cercava il biscotto, seduta dietro, non aveva detto una parola … “Bella macchina” dice la ragazza che stava seduta vicina a me … “Grazie. Ho fatto un lungo viaggio oggi e non ho ancora mangiato niente, vi va di andare a prendere una cosa veloce?” … sinceramente fame non ne avevo proprio, io no … “Si, ma costa extra!” mi risponde … metto la mano nella tasca della giacca, prendo un foglio, uno da cinquecento … “Questo ve lo do, se venite a mangiare con me!” … tutti due che ridono, quindi lo metto di nuovo in tasca, alzo il volume e accelero … mentre attraverso le strade di Milano nella notte, nessuno parla, anche con la musica sento il silenzio … la ragazza vicino a me che guarda dalla finestra, guarda la zona, i negozi, le luci passare troppo veloce, non lo so, aveva un sguardo un po’ perso … l`altra che vedevo dall’ specchio, timida timida seduta dietro, con il telefonino in mano a scrivere qualche messaggio … forse scriveva a sua madre, forse `ciao mamma, mi mancate tutti. Io sto bene, sto lavorando come modella a Milano e mi trattano molto bene …` … forse mandava soltanto un messaggio a quello stronzo a qui appartengono, forse li scrive che hanno un cliente, che tornano fra un’ora, che pago extra, non lo so … avrei voluto che mandassi un messaggio a sua madre, che la viene a prendere immediatamente … mi fermo davanti ad un ristorante, uno di un amico, non importante … davanti la porta un signore, Giuseppe … uno che apre la porta ai clienti, e ti dice di no, se non ti conosce, o se non gli piaci … a me mi conosceva, purtroppo la porta questa volta non me la aperta quando sono arrivato davanti con queste due ragazze bellissime … “Scusa Vincenzo, con due puttane no, non puoi entrare!” … “Ascolta bello, adesso mi chiedi scusa, perche una è mia cugina, l`altra è una amica che fa la modella qui a Milano. Adesso ci lasci entrare, altrimenti ti lascio qua a terra mentre spacco tutto il locale e lo sai, tuo capo mi dirà pure grazie per averlo fatto!” L´ultima frase lo detto a bassa voce, non volevo spaventare le ragazze, ma lui mi ha sentito, anche bene … si apre la porta e con tantissima gentilezza dice a le due signorine, “prego avanti”, mentre chiama il cameriere per dirli “Un tavolo per tre, veloce!” … “Grazie Giuse” e gli faccio l`occhiolino per farli capire, era una bugia che li ho detto, non siamo cugini, non è una modella, non avrei mai spaccato il locale … Appena entrati, tutti che ci guardavano … queste due ragazze infatti erano bellissime, da guardare ogni giorno, uni minuto, uni secondo … Abbiamo passati una bella serata a mangiare e a bere, ridere e scherzare, più a bere che parlare … forse bevuto anche troppo, insomma, dovevo guidare … anche che non abbiamo parlato molto, anche che loro avvolte parlavano nella lingua loro, non mi importava, anche sapendo che sicuramente parlano di me, mi piaceva la compagnia, il pensiero che stanno mangiando bene, bere per forse dimenticare, che non stanno la fuori al freddo ad aspettare qualche stronzo che li compra per mezz’ ora … non avevo paura che mi fregavano, che stanno parlando come fare a rubarmi qualcosa … sapevo che hanno più paura di me, anche mentre mangiavano … non si fidavano … Quando siamo usciti ho presso quel biglietto che li avevo promesso e lo dato … avevo chiesto se li posso accompagnare a casa … “no va bene, andiamo a piedi, non e lontano!” diceva quella che parlava sempre … mi voleva dare un bacio ma lo evitato, quindi mi ha presso un secondo in braccio e mi ha detto grazie … l`altra, quella ragazza del biscotto, mi ha presso in braccio, stringendomi forte … come se non voleva andare, come se mi conosce, come se voleva venire … lei non disse niente, neanche grazie, io li disse “Scusa!” … e sono andato …

Vincenzo Dei Leoni

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10 Kommentare zu “La ragazza del biscotto

  1. Hai una vita parecchio incasinata,da quello che posso immaginare.Ma dai tuoi casini,riesci a tirare fuori parole piene di sentimento.Il tuo italiano va già molto bene,devi solo perfezionarlo,stai tranquillo e continua a scrivere!

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